


Potenziamento dell'attenzione
Obiettivi
Tutti i trattamenti sono personalizzati in base alle specifiche difficoltà del bambino, considerando sia le aree di maggiore fragilità, sia i punti di forza e le strategie individuali.
Il percorso di potenziamento dell'attenzione fornisce una serie di proposte per bambini con profilo ADHD, ma anche per coloro che hanno difficoltà di attenzione e di autoregolazione e necessitano di un intervento mirato per potenziare alcune abilità e ridurre comportamenti poco funzionali.
C’è una forte relazione tra apprendimento e attenzione, per questo i percorsi di potenziamento miglioreranno il successo scolastico.
L’attenzione è una funzione formata da quattro componenti: attenzione sostenuta, selettiva, divisa e alternata. A seconda delle difficoltà che il bambino presenta si andrà a lavorare su tutte o alcune di queste aree dell'attenzione.


Destinatari
Questi tipi di percorso sono altamente personalizzati in base all’età del bambino, alle difficoltà che presenta e alle caratteristiche del contesto familiare e scolastico in cui si trova. I potenziamenti si rivolgono sia ai bambini della scuola primaria sia a ragazzi della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Modalità di intervento
Proponiamo un ciclo di circa 15 incontri individuali della durata di 1 h, a cadenza settimanale, bisettimanale o di tipo intensivo, in base alle difficoltà del bambino.
Nel percorso è fondamentale il rapporto 1:1 che si crea con il bambino, facendo particolare attenzione al contesto quotidiano nel quale egli è inserito. Qualora fosse necessario prevediamo anche momenti di supporto alla famiglia e agli insegnanti; intervenendo in modo globale infatti si ottengono risultati migliori e duraturi.
Costo
35€/ora

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Mio figlio si distrae!
L’attenzione è una funzione cognitiva che ci permette di selezionare le informazioni importanti, ignorando tutte le altre. Non è un’abilità unica, ma ha diverse componenti e, nelle persone con difficoltà nello stare attente possono essere compromesse tutte o solo alcune. Per comprenderle possiamo immaginarle come disposte su una piramide, dove ogni gradino sostiene quelli superiori:
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alla base troviamo l’arousal, che è lo stato di attivazione generale dell’organismo (va dal sonno all’iperattivazione) e la vigilanza, cioè la capacità del sistema cognitivo di elaborare gli stimoli.
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Sul gradino superiore ci sono le abilità di attenzione sostenuta, che consentono di stare attenti per un tempo più o meno prolungato sul compito. I tempi di attenzione sono diversi anche in base all’età, ad esempio, un bambino o una bambina di 6/7 anni riescono a stare attenti circa 10/15 minuti, mentre attorno ai 10 anni arrivano a stare attenti anche 15/20 minuti. Tempi di attenzione più lunghi si raggiungono durante l’adolescenza quando si riescono a mantenere fino a 35/45 minuti di attenzione senza pause.
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Più specifica è l’attenzione selettiva, che ci permette di individuare un’informazione di nostro interesse, tra tanti stimoli distraenti, per esempio la voce della persona che sta parlando con noi, in una sala piena di persone che chiacchierano, oppure trovare il libro di matematica tra tutti i materiali scolastici.
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Per fare contemporaneamente due compiti, ad esempio chiacchierare e preparare lo zaino, prestando attenzione ad entrambi, servono buone abilità nell’attenzione divisa.
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All’apice della piramide troviamo l’attenzione alternata, che permette di passare da un compito all’altro in modo rapido e continuativo.
Tutte queste abilità sono sostenute dal controllo attentivo, cioè la capacità di controllare gli stimoli a cui prestare attenzione e inibire quelli non importanti. Capita molto spesso che persone con difficoltà attentive sperimentino quello che si chiama iper focus, cioè l’essere totalmente assorbiti da un’attività al punto da non sentire nessuno stimolo, nemmeno quello di bere o di andare in bagno: questo è un esempio di come non funzioni il loro processo di controllo attentivo perché inibisce totalmente tutti gli stimoli, anche quelli necessari alla sopravvivenza.
Un potenziamento dell’attenzione lavora su tutti questi aspetti, andando ad approfondire in particolare quelli che sono più compromessi
È normale fare fatica a rimanere concentrati durante i compiti?
Negli anni dello sviluppo è normale riuscire a rimanere concentrati meno degli adulti o faticare nel fare qualcosa in una stanza piena di rumore, ma se le difficoltà sono importanti vale la pena capire se siamo in presenza di un disturbo da deficit di attenzione e iperattività, abbreviato con l’acronimo ADHD (dall’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder).
Avere una diagnosi permette di ricevere un supporto specifico per ADHD, che non consiste solo nell’allenare l’attenzione o controllare l’impulsività, ma in un percorso di conoscenza di sé e delle proprie caratteristiche che consenta di apprendere strategie utili a raggiungere i propri obiettivi personali e scolastici.
Cos’è l’ADHD? Si tratta di un disturbo del Neurosviluppo caratterizzato dalla presenza di difficoltà nell’attenzione e/o da impulsività e iperattività.
Quando ci si deve attivare? Ecco alcuni dei campanelli d’allarme che si possono osservare anche a casa.
Per quanto riguarda la disattenzione:
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Fatica a stare concentrati per un tempo prolungato durante i compiti, ma anche attività piacevoli (per esempio frequenti cambi di giochi)
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Perdita di concentrazione al minimo rumore
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Difficoltà nell’organizzazione
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Difficoltà a seguire le istruzioni
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Disordine e frequente perdita di oggetti (anche importanti per loro)
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Sembra tra le nuvole
Il nucleo impulsivo si manifesta attraverso:
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Difficoltà ad attendere il proprio turno (nei giochi, in fila, …)
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Tendenza ad interrompere gli altri
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Difficoltà ad attendere per una gratificazione (dire “se fai tutti i compiti, domani andiamo al parco” non funziona perchè passa troppo tempo tra la richiesta e la ricompensa)
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Scarsa tolleranza della frustrazione (rabbia molto intensa, che esplode anche per piccole cose)
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Difficoltà a pianificare
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Tendenza a mettersi in pericolo (faticano a pensare alle conseguenze delle azioni)
Rispetto all’iperattività:
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Fatica a stare seduti senza muoversi
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Tendenza a fare discorsi molto lunghi, che potrebbero annoiare gli altri
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Pensieri molto veloci, che non si fermano mai
Queste caratteristiche sono tipiche dell’età dello sviluppo, ma sono presenti in modo più grave e pervasivo nelle persone ADHD. Per questo se questi comportamenti si manifestano spesso, dopo essersi confrontati con le insegnanti e le altre persone che conoscono vostro figlio o vostra figlia, è bene rivolgersi a professionisti specializzati in modo da capire come è più utile procedere. È importante sottolineare come non ci devono essere tutti questi comportamenti, ma possono essere presenti solo alcuni, ad esempio nelle bambine e nelle ragazze, difficilmente si osservano aspetti di iperattività motoria, ma più frequentemente stanno con la testa tra le nuvole, perse nei loro pensieri, per questo vengono notate più raramente e riconosciute da adolescenti o addirittura da adulte.
Mio figlio o mia figlia ha una diagnosi ADHD, e adesso?
Non limitatevi a cercare un professionista che si occupi di trattamento dell’attenzione, ma che si occupi anche degli aspetti emotivi e della consapevolezza della difficoltà, in modo da strutturare un percorso che abbia come obiettivo l’autoregolazione.
Per le persone con ADHD l’intervento precoce è molto favorevole, quindi individuarli nei primi anni di scuola elementare e iniziare subito i percorsi di trattamento permetterà di raggiungere risultati migliori. L’altro aspetto molto importante è il lavoro in collaborazione con genitori e scuola, per creare una rete di supporto coesa e coerente.
PsyLab
Il centro per il metodo di studio a Vicenza
Apprendere un metodo efficace e personalizzato infatti garantisce risultati migliori, con meno fatica e più soddisfazione; ha effetti anche su altri fattori come l’aumento della motivazione, il sostegno dell’autostima, una maggiore serenità nell’affrontare gli impegni scolastici ed infine il risparmio di energie da dedicare ad altre attività extrascolastiche.
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